domenica 8 novembre 2009

Luttazzi: "Berlusconi? Cade a marzo."



Leggi l'intervista di Andrea Scanzi a Luttazzi su MicroMega:

http://temi.repubblica.it/micromega-online/%E2%80%9Cberlusconi-cade-a-marzo%E2%80%9D-intervista-a-daniele-luttazzi/

giovedì 5 novembre 2009

La peggior feccia

Riporto un post di Beppe Grillo sul "caso Gasparri" al premio Paolo Borsellino. Più giù, dopo il video che ritrae la scena "incriminata", riporto un articolo di Benny Calasanzio apparso sul sito di Salvatore Borsellino. A quanto pare Gasparri si è beccato una querela da parte di Borsellino...

Qui l'articolo di Grillo:

A Pescara hanno sbagliato a porre 10 domande a Tom Tom Gasparri, invitato come oratore al premio Paolo Borsellino insieme a Clemente Mastella. Come poteva rispondere il camaleonte strabico? Ogni domanda iniziava con: "Pensa...". Tom Tom che pensa? Siamo seri.
Le 10 domande dovrebbero essere poste agli italiani, tutti. Sono loro, siamo noi, i responsabili della mattanza della democrazia. Non vorremmo dare veramente la responsabilità solo a Tom Tom o allo psiconano? La Repubblica fa domande sulle puttane, i giornali governativi sui trans. Il sesso è diventato l'arma di distrazione di massa. Il puttaniere è di destra, il frocio di sinistra. Perché Pdl e Pdmenoelle si attaccano su futili motivi di orifizi e non sulla morte di Borsellino, sui mafiosi in Parlamento e sul conflitto di interessi? Marrazzo contro D'Addario, Papi contro Boffo.
La merda nel ventilatore serve a nascondere la realtà di un comitato di affari trasversale. Se togli una carta, il castello crolla. Molti italiani sanno tutto questo, provano disgusto per la politica, ma non muovono un dito. La maggioranza degli italiani non merita Borsellino e Falcone. Galantuomini (una parola di cui si è perso il senso) morti per nulla. In un sistema mafioso, gli onesti sono i veri criminali.

LE 10 DOMANDE CHE IL POPOLO DELLE AGENDE ROSSE VOLEVA PORRE A GASPARRI:
1) Pensa che Borsellino sarebbe d’accordo con la presenza di circa 10 parlamentari condannati in via definitiva tra le fila del Pdl?
2) Pensa che Borsellino sarebbe d’accordo sulla presenza di Dell’Utri in Parlamento?
3) Pensa che Borsellino avrebbe condiviso l’affermazione di Berlusconi per cui Mangano era un eroe?
4) Pensa che Borsellino avrebbe condiviso l’eventualità di una candidatura come quella di Cosentino in Campania?
5) Pensa che Borsellino avrebbe condiviso la candidatura di Mastella, già indagato, alle europee e la sua elezione?
6) Si ricorda che nel 1994 lei affermò che: “Di Pietro è un mito” anche quando i giudici del pool entrarono negli uffici della Fininvest? Ha forse cambiato idea?
7) Che ne pensa del lodo Alfano? Sarà dunque contento della sua bocciatura? Se Berlusconi ha tempo per andare con le escort troverà anche il tempo per difendersi, non crede?
8) Perché l’Italia è stata condannata 4 volte dai tribunali (Corte di Giustizia europea, Corte Costituzionale, Tar del Lazio, Consiglio di Stato) per la vicenda Europa 7/Rete 4 anche dopo la legge che porta il suo nome? E perché l’Italia in quanto a libertà d’informazione è scesa al 49° posto nel 2009?
9) Pensa che Borsellino sarebbe stato d'accordo con il mancato scioglimento del Comune di Fondi per infiltrazioni mafiose come richiesto dal Prefetto di Latina e dallo stesso ministro Maroni?
10) Pensa che Borsellino avrebbe condiviso i continui attacchi alla magistratura da parte di Berlusconi (si ricorda “fare i giudici è da disturbati mentali” da Repubblica 2003) e degli esponenti del PDL, tra cui l’accusa di follia ai magistrati che indagano sulla strage di via D’Amelio?

Sito ufficiale del popolo delle agende rosse: http://www.ilpopolodelleagenderosse.it



Ecco l'articolo di Benny Calasanzio pubblicato sul sito di Salvatore Borsellino:

Quello raffigurato accanto è Maurizio Gasparri, presidente al Senato del gruppo Pdl. No, non è Neri Marcorè e la foto non è stata ritoccata. E' proprio così, anzi, pare che sia venuto abbastanza bene. Quest'uomo, o quello che ne resta, ha avuto l'ardire, lo scorso 2 novembre di affermare, con l'educazione che contraddistingue galantuomini come lui, ad una ragazza, Lea Del Greco, che gentilmente gli chiedeva di accettare le dieci domande che gli poneva il Popolo delle Agende Rosse, quanto segue: "Salvatore Borsellino era disistimato dal fratello, lei non lo sa perchè è giovane". Un attimo prima, la sua guardia del corpo, dipendente del sottoscritto e di voi altri che leggete, aveva democraticamente accartocciato il volantino. Una dichiarazione vergognosa e infamante, che solo da bocche di rosa quali quella di Gasparri poteva uscire. Salvatore Borsellino, con tranquillità e forza d'animo invidiabile, ha raccolto articoli e video e ha dato mandato al suo legale, Fabio Repici, di sporgere una querela nei confronti di Marcorè, o di Gasparri, si insomma, contro quello vero. Il fratello di Borsellino, che a quanto dicono i parenti aveva con Paolo un rapporto di stima e di affetto straordinario, si è augurato che Gasparri non si avvalga della immunità parlamentare e risponda in aula della blasfemia detta in nome di chi oggi non c'è più e non può mandarlo a zappare i fertili terreni abruzzesi.

Non mi risulta che gli organizzatori del Premio Borsellino, travolti emotivamente dall'aggressione a Nodari (che ha dichiarato "l'educazione consiste anche nel capire da che parte si sta quando una persona viene ferita in nome di Paolo Borsellino e quando invece una persona cerca di ricordare l'immagine, le idee e soprattutto il sacrificio di Paolo Borsellino". Ma non avevano urlato "servo dei fascisti"? Che c'entra Borsellino?), abbiano preso le distanze da quanto detto dal diversamente bello senatore Pdl ed espresso solidarietà a Salvatore. Chi invece ha reagito subito è stata Libera Pescara, che ha chiesto che venga rimosso ogni riferimento e ogni logo dell'associazione dall'ambito del premio: "prendiamo le distanze dall’atteggiamento di chi continua a considerare la lotta alle mafie un pretesto per dare vita a passerelle di personaggi la cui storia personale ed istituzionale non presenta nessun elemento di sostegno alla lotta per la legalità e la trasparenza". E, in ultimo, la clamorosa rinuncia di Gioacchino Genchi a presenziare ad un incontro nell'ambito del premio: "La mia coerenza di uomo e di servitore dello Stato, il rigore che ho sempre imposto a tutte le mie scelte di vita e professionali, oltre alla determinazione con cui ho sempre rifiutato compromessi con chi fa dileggio della Verità, mi impongono di non partecipare ad un evento al quale ha preso parte uno come Gasparri ed a cui avrebbe dovuto presenziare – come ho pure appreso solo ieri – finanche Clemente Mastella". Non c'è che dire: bilancio di tutto rispetto per il premio di quest'anno.

Benny Calasanzio

mercoledì 4 novembre 2009

Aspettando Bersani

Da "Il Fatto Quotidiano"

Gli impegni di Mr. B.

Dal Fatto Quotidiano di oggi, l'editoriale di Travaglio (clicca sulle immagini per ingrandirle):


lunedì 2 novembre 2009

Addio Alda Merini

Ieri 1 novembre è morta Alda Merini. Viene a mancare una grande poetessa.

Vai a sito della Merini

A tutte le donne

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra

mercoledì 28 ottobre 2009

Il Nano corruttore

Da l'editoriale di Marco Travaglio sul "Fatto Quotidiano" di oggi:

Clicca sul'immagine per ingrandirla.

Why not?

Sanzionati i magistrati che tolsero l’inchiesta a Luigi de Magistris

di Antonio Massari

Non potrà dirigere alcun ufficio giudiziario per un anno. È la sanzione decisa dal Csm per l’ex procuratore generale di Catanzaro Enzo Iannelli. La sezione disciplinare chiude così il cerchio sulle vicissitudini del dicembre 2008 quando la procura di Salerno sequestrò alcuni fascicoli (dell’indagine Why Not) ai magistrati di Catanzaro. E l’ennesimo episodio del “caso de Magistris” sfociò in giorni di grande tensione. Riepiloghiamo: due pm salernitani – Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani, coordinati dal procuratore capo Luigi Apicella – indagavano su alcuni magistrati di Catanzaro per gravi reati, tra i quali la corruzione in atti giudiziari. Secondo l’accusa, il pool di magistrati calabresi, che aveva ereditato le inchieste Why Not e Poseidone, “sottratte” all’ex pm Luigi de Magistris, non aveva indagato a dovere. Un’accusa grave che, secondo i pm di Salerno, poteva essere verificata soltanto visionando tutte le carte lasciate in eredità, da de Magistris e dai suoi consulenti, al pool che era subentrato all’indagine. Più volte, nell’arco di dieci mesi, i pm di Salerno avevano chiesto i fascicoli di “Why Not”, senza risultato.

Decisero così di sequestrarli. Il procuratore generale Enzo Iannelli reagì drasticamente: “contro-sequestro” degli atti e iscrizione, nel registro degli indagati, dei pm che stavano indagando su di lui. E proprio su questo macroscopico corto circuito - il magistrato indagato, che iscrive, nel registro degli indagati, i magistrati che lo indagano - è intervenuto il Csm. La punizione per Iannelli è esemplare: “incapacità” di dirigere per un anno qualsiasi ufficio giudiziario. Alla sanzione va aggiunto il trasferimento di sede e di funzione. Trasferimento per il sostituto Alfredo Garbati, che perde anche sei mesi d’anzianità. Per il pm Salvatore Curcio, invece, sanzione della censura. Non luogo a procedere, infine, per Domenico De Lorenzo: s’è dimesso dalla magistratura. Lunedì scorso il Csm ha punito anche i pm di Salerno Nuzzi e Verasani (trasferimento di sede e funzione e perdita d’anzianità). Il procuratore Luigi Apicella, al quale avevano tolto persino lo stipendio, s’era già dimesso. Partita chiusa, quindi. Il Csm, quanto a sanzioni, mette tutti sullo stesso piano. Eppure, i pm di Salerno, erano legittimati ad agire: indagavano sui colleghi di Catanzaro. E per gravi reati.

da Il Fatto Quotidiano n°30 del 27 ottobre 2009