domenica 13 febbraio 2011
sabato 5 febbraio 2011
Avviso a chi pubblica le foto del "vecchio porco"
Dal Fatto di oggi.
Ghedini sotto il letto
Ghedini sotto il letto
di Marco Travaglio
Dicono che B. sia un grande comunicatore. Balle: è solo il padrone dei mezzi di comunicazione. Basta vedere come gestisce gli scandali sessuali che lo inseguono da tre anni, da quando il trapianto di pompetta gli restituì almeno l’illusione del ritorno agli anni verdi. Avrebbe potuto dire, escludendo reati e sfidando i pm a dimostrarli: “La sera, dopo una giornata trascorsa con Bondi, Cicchitto, Capezzone e Bonaiuti, roba che non auguro al mio peggior nemico, mi piace allungare le mani sulle mie amiche consenzienti con un gruppo di vecchi sporcaccioni, poi alcune me le porto a letto e, se fanno le prostitute, le pago”. Il Vaticano avrebbe protestato un paio di minuti, poi sarebbe tornato a cuccia in cambio di qualche milione in più alle scuole private. Mons. Fisichella avrebbe invitato a “contestualizzare il bungabunga”, come del resto le bestemmie. E lui si sarebbe liberato di tutti i ricatti di quell’orda di velociraptor siliconate che ora vanno in giro per le redazioni a offrire foto e video col Papi desnudo. Invece, giurando a reti unificate “mai pagato una donna in vita mia” e “mai frequentato minorenni”, ha trasformato in notizie d’interesse pubblico qualsiasi particolare della sua vita privata. Comprese le foto. Perché si tratta di stabilire se il capo del governo dice la verità o mente. Se avesse ammesso di essere un “vecchio porco”, come ha scritto l’amico Belpietro, avrebbe trasformato in violazione della privacy (dunque reato) la pubblicazione di qualunque foto o video di bungabunga & affini (salvo quelle che dimostrassero il reato di sesso a pagamento con minorenni). Non l’ha fatto e così ha reso quelle foto pubblicabili in nome del diritto, anzi dovere di cronaca, visto che sembrano sbugiardarlo. Queste cose dovrebbe saperle molto meglio di noi il Garante della Privacy: organismo solitamente sonnacchioso, riprende improvvisamente vita non appena sente le parole “foto” e “Berlusconi”. Infatti ieri ci ha inviato un fax dal titolo: “Diffusione di dati personali relativi all’on. Silvio Berlusconi”. Svolgimento: “Si trasmette l’allegata segnalazione inviata dagli avv. Ghedini e Longo, in nome e per conto dell’on. Berlusconi, al fine di acquisire ogni elemento ritenuto utile alla valutazione del caso segnalato, con particolare riguardo all’articolo ‘Un’asta per le foto’. Si prega di dare riscontro...”. In pratica il Garante fa il postino degli avvocati del premier, che in una letterina di due pagine ci avvertono che B. “ha conferito incarico a questi difensori di procedere in ogni sede a sua tutela per i fatti di cui in premessa”, cioè la notizia delle foto all’asta, perché – tenetevi forte – “foto del Presidente svestito in atteggiamenti intimi con ragazze, laddove effettivamente esistenti, devono ritenersi sicuramente false, frutto di fotomontaggi e/o di manipolazioni”. Se ne deduce che B., quando si spoglia per fare le sue cose, tiene sempre Ghedini e Longo sotto il letto o nel guardaroba a controllare. Il guaio è che poi i due, sul più bello, si abbioccano. Ghedini giurò che la D’Addario non era mai entrata a Palazzo Grazioli e che le registrazioni della sua notte con B. erano false, poi si scoprì che era tutto vero, ma lui s’era assopito. Gli On. Avv. avvertono poi che “chi rivela o diffonde notizie o immagini indebitamente procurate che attengono alla vita privata e si svolgono nei luoghi di abitazione” commette reato. Non sanno forse, né il Garante-postino li informa, che la privacy vien meno davanti al dovere di cronaca sui personaggi pubblici. In ogni caso esprimiamo agli avvocati da spogliatoio la più sentita solidarietà. Così come al Garante, che dovrà presto occuparsi di un’altra drammatica denuncia: quella del membro leghista del Csm Matteo Brigandì, sottoposto a “perquisizione corporale” e financo “spogliato” dalla polizia. Una pratica davvero umiliante e disumana. Passi rischiare la pelle per 1.500 euro al mese, ma vedere Brigandì nudo no: questo, per un poliziotto, è davvero troppo.
giovedì 3 febbraio 2011
Intervistatore o suggeritore?
Dal Fatto di oggi.
Da Minzolingua a Renzullingua
Da Minzolingua a Renzullingua
di Marco Travaglio
Il Tg1 ha scritto ieri sera un altro pezzo di grande televisione. Stavolta Minzolingua non ha leccato in proprio, ma ha paracadutato a Palazzo Grazioli uno dei suoi più scalpitanti cavalli di razza: Daniele Renzulli. Chi era costui? I colleghi più anziani ricordano che arrivò al Tg1 con fama di amico dell’autista di Fanfani, dunque democristiano, dunque giornalista. Poi quel gran genio di Johnny Raiotta pensò bene di promuoverlo caporedattore dell’Economia. Il sopraggiungere di Scodinzolini non lo colse comunque di sorpresa: Renzullingua divenne un minzoliniano di ferro, firmando tutti i documenti di solidarietà al direttorissimo ingiustamente criticato per la sua rocciosa indipendenza. Ieri finalmente è scoccata la sua ora: “Dai, Renzulli, passa dal barbiere, mettiti il vestito buono, lucida le scarpe, succhia una mentina, avverti amici e parenti e presentati a Palazzo Grazioli da Lui. Non preoccuparti per le domande: te le detta Bonaiuti e comunque servono solo a rendere un po’ meno palloso il vecchio bollito, ché l’ultimo videomessaggio ha messo in fuga pure Bondi. Occhio a non sbagliare: certe occasioni capitano una volta nella vita”. Il giovanotto, gli va riconosciuto onestamente, non ha tradito le attese. Nonostante la salivazione azzerata, l’occhio pallato e la sudorazione a Vajont, ha tenuto testa da par suo al presidente del Consiglio, mettendolo spesso all’angolo con domande ficcanti. La prima: “Presidente, negli ultimi due anni l’Italia ha tenuto alto l’argine della stabilità dei conti, come hanno riconosciuto l’Europa e il Fondo monetario: è il momento di tornare a crescere, in che modo?”. Colpito e affondato dalla virulenza dell’intervistatore, B. vacilla, per riprendersi a stento: e ha spiegato che la colpa della crescita zero è dell’articolo 41 della Costituzione, curiosamente in vigore anche negli anni del boom economico, ma ora sarà prontamente abolito. Il nostro eroe, però, non è tipo da lasciarsi invischiare dalle risposte dell’avversario, infatti è già pronto col secondo uppercut: “Lei è sceso in campo nel '94 promettendo la rivoluzione liberale: per dare una scossa alla nostra economia è venuto il momento di andare fino in fondo?”. Qui il Cainano, già legnoso sulle gambe a causa delle notti insonni, si accascia alle corde con lo sguardo che implora pietà. E, in stato confusionale, biascica supercazzole tipo “piano casa... Sud... fiscalità di vantaggio... federalismo”. Implacabile, Renzulli lo finisce con il ko: “Lei ha fatto una proposta di collaborazione all’opposizione, che ha risposto che non è credibile. Dietro questo rifiuto, secondo lei, aleggia il partito della patrimoniale, la vecchia ricetta che punta sempre sulla scorciatoia dell’aumento della pressione fiscale?”. Il nano bollito, dal tappeto, delira: “Il problema principale è il debito pubblico che abbiamo ereditato dai governi del passato... moltiplicato 8 volte dal 1980 al '92 dalle vecchie forze politiche, con i comunisti in primo piano, negli anni del consociativismo”. Qui si chiude l’intervista, ma solo per i telespettatori. Renzulli invece rimane lì e si scatena, ricordando a B. alcune verità scomode. Dal 1980 al '92 si susseguirono i premier Cossiga, Forlani, Spadolini, Fanfani, Craxi, Goria, De Mita, Andreotti, Amato: 6 Dc, 2 Psi, 1 Pri, nessun comunista (il Pci era all’opposizione). È grazie a loro se, in quei 12 anni, il debito pubblico passò dal 60 al 118% del Pil. Consociativismo? L’aumento più vertiginoso si registrò nei quattro anni di Craxi (1983-'87: da 456 a 890.000 miliardi di lire). Di cui B. era amico, finanziatore ed elettore. E chi erano i consiglieri economici di Craxi negli anni in cui il debito raddoppiava? Tremonti, Siniscalco, Brunetta e Sacconi. B. li ha promossi tutti e quattro ministri. Queste e altre verità Renzullingua ha ricordato al premier in coda all’intervista. Purtroppo, sul più bello, l’hanno tagliato.
Guardate come le domande non sono domande, ma suggerimenti per un discorso propagandistico.
martedì 1 febbraio 2011
domenica 30 gennaio 2011
Ausmerzen: la Scienza non produce necessariamente Coscienza
Ausmerzen, lo spettacolo che Marco Paolini ha dato all'ex manicomio Paolo Pini a Milano e ripreso da La7 e' un colpo al cuore, allo stomaco, alla memoria al quale consiglio a chiunque di non sottrarsi.
Guardate il video al seguente link. Lo spettacolo dura piu' di due ore. A questo segue una discussione che Gad Lerner conduce facendo parlare le persone presenti. Alla grandezza di Paolini non segue la grandezza nel condurre una discussione difficile e se vogliamo scomoda, ciononostante ci sono degli spunti interessanti per l'attualita' d'Italia.
Guardate Paolini, cliccate qui sotto o cercate sul sito di La7 lo spettacolo Ausmerzen.
http://www.la7.tv/richplayer/?assetid=50200767
Intervento del Capo dello Stato
La mia lettera al Capo dello Stato.
On. Presidente Napolitano,
spero che la mia voce si unisca a quella di tantissime altre persone che si rivolgono a lei.
Le chiedo di intervenire in modo concreto su una situazione che intacca la dignità e il rispetto delle persone e della loro intelligenza e soprattutto il decoro del nostro Paese.
Non è più sopportabile la presenza di Berlusconi alla presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana.
Non è più accettabile vedere una carica istituzionale come la sua, Onorevole Presidente, vissuta con onore e rispetto, affiancata dal degrado morale della persona di Berlusconi in quanto primo ministro.
Faccia qualsiasi cosa la Carta Costituzionale le impone di fare in una situazione in cui un'alta carica dello Stato abbia dimostrato altissimo spregio per le Istituzioni.
Cordiali saluti
On. Presidente Napolitano,
spero che la mia voce si unisca a quella di tantissime altre persone che si rivolgono a lei.
Le chiedo di intervenire in modo concreto su una situazione che intacca la dignità e il rispetto delle persone e della loro intelligenza e soprattutto il decoro del nostro Paese.
Non è più sopportabile la presenza di Berlusconi alla presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana.
Non è più accettabile vedere una carica istituzionale come la sua, Onorevole Presidente, vissuta con onore e rispetto, affiancata dal degrado morale della persona di Berlusconi in quanto primo ministro.
Faccia qualsiasi cosa la Carta Costituzionale le impone di fare in una situazione in cui un'alta carica dello Stato abbia dimostrato altissimo spregio per le Istituzioni.
Cordiali saluti
martedì 18 gennaio 2011
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